Vedere la realtà. Affrontare gli avvenimenti del nostro tempo e osservare il mondo a 360°.

"Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza."
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Aderire a questo appello non significa essere "eurocentrici". Significa
difendere sé stessi e la propria concezione di valori e idee, significa porsi
alla pari e dignitosamente al cospetto delle altre culture. E' un dovere di
tutti noi occidentali, laici, cattolici o di qualsiasi altra tendenza. E' un
dovere nei confronti delle generazioni future e verso chi ci ha preceduto. Noi
occidentali rispettiamo gli altri, ma esigiamo a nostra volta rispetto. Non è
più il tempo di chinare la testa verso chi non ci considera degni del loro
sguardo.
Dobbiamo essere fieri delle nostre radici, nel bene e nel male.
Snake & Spider
Il congresso dell'Anm svoltosi questi giorni è stato un osceno spetttacolo di attacchi al potere legislativo e soprattutto al governo in carica. A nulla è valsa la presenza di Ciampi che ha peraltro esplicitamente invitato la magistratura a lasciare da parte le velleità politiche. Secondo i magistrati, dunque, la Cdl avrebbe attuato una controriforma punitiva. Già si intravede la concezione manichea del potere giudiziario e in questa chiave viene letta anche l'attività di governo e parlamento. Dunque si avrebbe il Bene (la magistratura), oppresso dal Male (il governo Berlusconi) in una lotta impari e pericolosa.
L'errore di fondo sta proprio qui: nel presentare le varie istituzioni in chiave morale. La magistratura invece, non dovrebbe esprimere giudizi ufficiali, ma limitarsi ad applicare le leggi. Possibile che sia così difficile da capire? Possibile che si continui a fare politica dalle aule di tribunale?
Evidentemente sì. Fa pensare l'invito rivolto dall'Anm al Parlamento a non attuare in alcun modo la riforma emanata dalla Cdl: a questo punto perché non demandiamo il potere legislativo ai magistrati, custodi immacolati del Bene e del Male? Ipotesi orripilante invero, ma, tutt'altro che fantasiosa. Sì, perché altre volte alcuni magistrati (in veste non ufficiale) hanno parlato di "commissariato dei giudici", una sorta di assunzione di potere esecutivo da parte dei magistrati per il governo del Paese.
Tutto questo bel discorso ci fa capire come non solo una riforma della magistratura fosse proprio necessaria, ma che, anzi, quella attualmente in vigore non sia affatto sufficiente. Ben venga allora il nuovo progetto di riforma presentato da Berlusconi nel programma della Cdl. Il punto fondamentale è proprio l'equiparazione di pubblica accusa e difesa, che è un principio fondamentale di civiltà giuridica. Come ha sottolineato - non a torto - lo stesso premier, la difesa, al giorno d'oggi, è quasi schiacciata dal potere della pubblica accusa. Un passo avanti è comunque stato fatto, cioè la certezza che in un processo penale, in caso di assoluzione in primo grado, il pm non possa ricorrere in appello.
Ma i dubbi e gli interrogativi restano e fino a quando avremo questa corporazione di giudici politicizzati, sarà difficile credere ad una giustizia imparziale.
Snake
Era chiaro fin dall'inizio che Romano Prodi temesse il confronto diretto con Silvio Berlusconi. Già, perché il Premier ha messo le carte in tavola sulla base della legge italiana fin dall'inizio. Legge che non va giù alla nostra Mortadella. Come? Certo! Il buon Prodi chiede che vi sia un dibattito con lui da una parte e dall'altra Berlusconi con altri 2 esponenti della Cdl e - ciliegina sulla torta - con Emilio Fede come mediatore.
Che tristezza! Ma soprattutto che coraggio il nostro Silvio: quest'ultimo ha preso la palla al balzo contrabbattendo che, qualora Prodi ne convenisse, si potrebbe - a questo punto - organizzare un dibattito 3 contro 3, cioè tre esponenti del centrodestra e 3 del centrosinistra. Più chiaro di così!
Ma il Professore passa oltre e tenta di attaccare a monte: la legge, dice, è di per sé sbagliata: non è possibile infatti - a detta dell'illustre accademico - operare un serio confronto allo stato attuale della legislazione sulla par condicio.
E' chiaro che Prodi tenta incessantemente di sgattaiolare dai confronti diretti e dalle proposte concrete: prima spara a zero sul governo, inneggiando alla catastrofe, poi farfuglia parole insensate, senza capo né coda.
Parole davvero insensate: passa da un eccesso all'altro: prima farnetica di improbabili redditi da 2.500 euri annui per i minori di 18 anni (salvo poi non descrivere le modalità - e meno male che è Professore di Economia politica alla Alma Mater Studiorum di Bologna - persino io, grande ignorante, potrei smentirlo - alla faccia!) e di asili nido moltiplicati all'ennesima potenza, poi si impantana con Ici e tasse.
E' inutile, poi, parlare di politica estera e politica sociale, sulle quali abbiamo già disquisito.
Ma fa pensare anche il rapporto con l'Udeur. Gli avvenimenti di questi giorni, tra i quali l'accordo più o meno tacito con la Rosa nel pugno, ha fatto passare in secondo piano le relazioni con Mastella. Eppure lo stesso leader dell'Udeur, proprio oggi ha dichiarato che l'alleanza con l'Unione è appesa a un filo e che si riservano il diritto di stabilire i futuri assetti. Aspetto, questo, che molto spesso è passato e passa in sordina a causa, lo ripeto per l'ennesima volta, dei media condiscendenti.
Ma allora a che gioco sta giocando Prodi? Dove vuole arrivare?
E' certamente chiaro che non ha idee e non ha sicuramente la verve e le capacità comunicative di Berlusconi.
E' vecchio, ridicolo e vuoto di argomenti e per di più, quanto tenta di far battute, non fa per niente ridere.
Non riuscirà mai ad essere brillante come Berlusconi, ma non è questo, alla fin fine, il motivo per cui non accetta il confronto.
Il motivo è molto più semplice: non ha idee, non ha una linea politica e di conseguenza se la fa nelle brache.
Snake
In questi convulsi giorni, è difficile seguire gli eventi con calma e senno di poi. Io sono sempre stato, nonostante i gravi incidenti succedutisi nel corso di questi ultimi anni, un grande garantista - ma non connivente - del mondo islamico.
Ho sempre affermato che gli atti terroristici che si succedono incessantemente da qualche anno sono il frutto di un fanatismo limitato e circoscritto.
Fatto sta che in questi ultimi giorni gli avvenimenti si sono accavallati e frapposti, cosicché può sembrare difficoltoso tenere le redini del ragionamento. E francamente mi sento molto triste dopo la constatazione che i fatti vanno via via peggiorando.
In parte il fenomeno deve essere attribuito ai media e alla loro propensione ad amplificare gli aspetti eclatanti della situazione contemporanea.
Tuttavia credo che allo stato attuale delle cose si stia esagerando. E' noto che la polemica sia stata scatenata dalle vignette satiriche su Muhammad, che a detta dei Musulmani, sono offensive dal punto di vista religioso. Certamente non è bello effettuare caricature religiose, ma ciò, riflettendo, non può in alcun modo inficiare l'essenza della religione in questione. A ciò si aggiunge la gaff, politicamente inopportuna in campagna elettorale e in questa congiuntura socio-politica, dell'ex ministro Calderoli, che ha mostrato una maglietta con le vignette incriminate.
Si può ben immaginare che il mondo islamico sia indignato, ma ciò non vale a giustificarlo. Perché?
In primo luogo si esagera e si finisce nel fanatismo.
Perché quando i terroristi islamici sgozzano o tagliano le teste ai nostri concittadini non vi è nessun atto di indignazione? Perché la nostra sinistra filoaraba, amica di Hamas (ricordo che il comunista Diliberto ha incontrato e stretto la mano tempo fa a esponenti di Hamas), non si pronuncia?
E che dire del presidente iraniano? Nessuno si preoccupa e nessuno lo ritiene pericoloso?
Perché vi sono amministrazioni comunali come quelle di Firenze, che assegnano onoreficenze cittadine a personaggi che appoggiano di fatto le istanze terroristiche, snobbano illustri cittadini come Oriana Fallaci?
E perché, quando gli imbecilli di estrema sinistra gridano "10, 100, 1000 Nassirya" nessuno si indigna e il fatto viene circoscritto?
Ancora: perché i giudici tendono ad assolvere i terroristi che fanno capo ad Al Qaeda e invece mettono nel registro degli indagati Roberto Calderoli solo per delle stupide vignette?
Romano Prodi e Piero Fassino dovrebbero contare fino a mille prima di formulare la domanda "Come intende il governo ricucire il rapporto col mondo islamico?".
Noi dovremmo ricucire? Ma per favore!
Andare in tv con una semplice maglietta non è una licenza di uccidere, come è accaduto in Nigeria e in numerosi altri paesi arabi.
Noi occidentali non abbiamo ucciso nessuno e la reazione del mondo musulmano denota la loro cattiva fede e la loro propensione allo scontro di civiltà.
La sinistra italiana, essendo faziosa e irresponsabile, non esita a calpestare i valori nazionali per il proprio interesse elettorale.
Facendo ciò, mette a rischio la sicurezza dei cittadini italiani.
Allora il consiglio è uno solo: massimo rispetto per chi ci rispetta, ma non facciamoci mettere i piedi sopra da nessuno.
Difendiamoci se ci attaccano.
Snake
Romano Prodi ha annunciato proprio ieri la politica fiscale dell'Unione. A detta del Professore, il centrosinistra, una volta al governo, diminuirebbe l'Ici e gli affitti. Ciò permetterebbe di alleviare il carico fiscale alle famiglie italiane. Fin qui il ragionamento non fa una grinza. Dov'è allora la fregatura? Semplice: Prodi ha anche annunciato che contestualmente alla riduzione dell'Ici e degli affitti, aumenterà gli estimi catastali. Il che significa un aumento del loro valore e quindi della tassazione per quei beni. Ricordo che quando Berlusconi abbassò qualche tempo fa le tasse per tutti, la sinistra lo accusava di dare con una mano e togliere con l'altra, salvo poi non specificare cosa avesse tolto. Ebbene pare che ciò che il centrosinistra affermò a parole nei confronti degli avversari, si debba concretizzare coi fatti qualora vincesse le elezioni.
Ma veniamo alla questione degli affitti. Berlusconi qualche tempo fa illustrò un'innovativa politica "degli alloggi", di cui mi sono peraltro occupato in un post precedente. Secondo tale politica, coloro i quali avessero vissuto in affitto in case popolari, avrebbero avuto la possibilità di acquistarla ad un prezzo simbolico e diventare quindi proprietari, scongiurando l'incubo della precarietà. Ed è proprio sul concetto di proprietà che vi è un abisso tra centrodestra e centrosinistra: abbassando il canone degli affitti, Prodi non fa altro che incentivare l'insicurezza e la precarietà, a discapito della legittima pretesa delle persone ad essere proprietari. Proprio la sinistra che ha sempre accusato il governo Berlusconi di precarizzare ogni aspetto del sociale, finirebbe per porre in essere una riforma che nulla ha a che vedere con la sicurezza. Vivere in affitto non è proprio una bella esperienza, specie se incombe l'incubo dello sfratto.
Gli elettori dovrebbero tenere ben presente la proposta di aumento degli estimi catastali: con l'aumento del loro valore, ci sarebbe una loro ipertassazione e ciò aumenterebbe la propensione alla vendita da parte dei proprietari, o meglio, la loro propensione alla svendita, dal momento che non sarebbe più conveniente essere i padroni di tali beni. A ben vedere questo è proprio lo scopo che vorrebbero ottenere Verdi e Comunisti con la tassazione delle rendite: con questo escamotage si ottiene la stessa cosa con mezzi differenti. Evidentemente a certa parte della sinistra non va ancora giù il concetto di proprietà.
Senza contare la sfilza di tasse e balzelli che avremmo in aggiunta qualora l'Unione la spuntasse alle politiche.
L'idea poi che queste misure, come ha affermato lo stesso Prodi, sconfiggano una volta per tutte l'evasione fiscale, è relegabile alla sfera del wishful thinking.
Se sono queste le "cose concrete" che ha partorito la Fabbrica del programma di Prodi, c'è di che proccuparsi, soprattutto per il nostro portafogli.
Snake
L'Unione di Prodi, si sa, ha realizzato un programma di ben 250 pagine. Un bel malloppo non c'è che dire. Tuttavia è lecito chiedersi quali siano i contenuti concreti di tale programma. Già, perché è facile produrre pagine e pagine in un carattere interlocutorio e generico, più difficile è invece venire al dunque e proporre opzioni concrete e puntuali agli elettori.
E' sufficiente prendere come esempio la questione - importantissima - delle grandi opere di pubblica utilità, così necessarie allo sviluppo del Paese e, nello specifico, la realizzazione della Tav. Quello a cui stiamo assistendo è quasi grottesco: da un lato abbiamo la sinistra estrema (Bertinotti & Co.) che sbraitano contro tale progetto, dall'altra ci sono i moderati, tra i quali Rutelli e il suo partito che appoggiano la Tav. E in mezzo, ovviamente, lui, il Professore, che veste i panni del "duro" leader della coalizione. Prodi è deciso nel sostenere l'importanza della Tav, ma allora perché non è menzionata nel programma?
Semplicemente perché non garba alla sinistra estrema che può imporre i suoi diktat. Nel programma vi è solo un generico e, in quanto tale, poco credibile riferimento alle grandi opere (non si sa quali), senza alcuna spiegazione.
Ma allora a cosa serve un programma generico? A dire tutto e niente: le affermazioni generali non piacciono a nessuno e tantomeno all'elettorato di sinistra. Ma d'altronde l'Unione non potrà mai avere un programma sintetico, concreto e delineato come quello che si accinge a varare la Cdl in 10 punti: il centrosinistra è una coalizione appiccicata con lo sputo e ciò è confermato dal programma: se fosse una formazione unita e compatta avrebbe avuto le idee chiare e avrebbe proposto temi specifici con posizioni nette. Le affermazioni generali del loro programma hanno lo scopo di accontentare tutti e così sono annacquate.
Altro tema scottante dell'agenda politica è quello riguardante le truppe in Iraq. Qui siamo addirittura al paradosso: Prodi afferma, in riferimento al programma, che il centrosinistra attuerà il ritiro immediato delle truppe, ma secondo un calendario concordato con le autorità irachene in maniera graduale. Come? Sì, avete capito bene: ritiro immediato, ma allo stesso tempo graduale! A parole, Prodi salva capra e cavolo: da un lato, parlando di ritiro immediato, pare stare al gioco della sinistra estrema in stile Zapatero, dall'altro sembra rimanere nel solco della politica estera tracciato dal centrodestra.
Questa politica così nebulosa e farraginosa non paga in termini di preferenze elettorali: lo dimostra il recupero del centrodestra ed è auspicabile che proprio gli elettori indecisi optino per qualcosa di chiaro e sicuro come il programma della Cdl.
Tutte le polemiche lanciate dal centrosinistra durante questo periodo sono solo atte a nascondere il loro fallimentare programma e a sviare dalla realtà.
C'è da augurarsi che gli Italiani aprano bene gli occhi, per sé stessi e il loro avvenire.
Snake
Alla fine è accaduto quello che da tempo si avvertiva nell'aria. L'Unione infatti ha chiuso la porta in faccia ai Radicali. Proprio ieri Emma Bonino ha lasciato anzitempo la riunione del centrosinistra, chiosando che nessuna delle proposte avanzate dai Radicali è stata accettata. Romano Prodi, del resto, fa buon viso a cattiva sorte, minimizzando l'accaduto e sostenendo che non vi è stato accordo solo su 2 punti, supportato, come sempre, dai media a lui vicini, primo fra tutti il Corsera.
Ma d'altronde era chiaro fin dall'inizio che la presenza dei Radicali nell'Unione avrebbe portato solo rogne, come ha affermato il comunista Diliberto sempre nella riunione tenutasi ieri. Diliberto ha pure etichettato Bonino & Co. definendoli "i soliti Radicali".
Chi conosce i Radicali sa bene che hanno posizioni inconciliabili con la sinistra. Prima fra tutti la politica estera, dal momento che i Radicali sono forse il partito più filoamericano esistente in Italia, cosa certamente incompatibile con l'antiamericanismo dell'estrema sinistra. Ancora, i Radicali sono laici e spesso anticlericali, al contrario dell'Udeur o della Margherita, che difendono i valori della cristianità. Ma i Radicali hanno le loro posizioni anche in economia, giustizia e mercato del lavoro, che stridono inevitabilmente con il leit motiv dell'Unione.
E la patata bollente passa inevitabilmente allo Sdi di Boselli, che ha voluto questa alleanza con i Pannelliani per costituire la Rosa nel Pugno, senza nascondere un pizzico di nostalgia per le trascorse battaglie combattute assieme nei decenni scorsi. Ma i tempi sono cambiati e come tutti gli anacronismi anche questo rischia di naufragare verso posizioni isolate e arbitrarie. D'altronde la Rosa nel Pugno non è altro che un ibrido di difficile classificazione, con un Dna anomalo rispetto all'aspetto esteriore.
Se è ancora presto per tirare le somme, una cosa appare comunque chiara: l'alleanza dei Radicali con l'Unione parte col piede sbagliato.
E che dire dell'Udeur? Guarda caso quasi nessun quotidiano ha fatto presente ciò che è accaduto sempre ieri durante la famosa riunione. Mastella infatti ha abbandonato la sala dopo soli 5 minuti di dibattito. La causa? Bertinotti si è rifiutato di chiedere scusa a Mastella per le parole del futuro deputato, Francesco Caruso, il quale ha sostenuto che è meglio Hamas di Mastella. Proprio una bella Unione, non c'è che dire!
E Prodi gongola per le 280 pagine di programma approvato - a suo dire - da tutti i componenti del centrosinistra. Mi chiedo chi avrà la pazienza di leggersi un malloppo di 280 pagine.. Fatto sta che un programma per essere tale deve essere anche sintetico e chiaro per gli elettori, non generico e prolisso. Ma questa è un'altra storia.
Per il momento al centrosinistra non resta che raccogliere i cocci lasciati da Radicali e Udeur.
Snake
Ormai il Corsera è un fiume in piena, più va avanti il confronto elettorale, più i giornalisti di via Solferino rincarano la dose contro il premier. Prendete per esempio l'edizione on-line del 4/2/2005. Possiamo partire dall'ironico e beffardo articolo di Maria Luisa Rodotà, nel quale vengono elencate le categorie sociali che Berlusconi odierebbe. Una sorta di satira a senso unico atta a porre in ridicolo il premier, che stando alle parole della giornalista, sarebbe un visionario, poiché l'invasione della sinistra in quasi tutti i settori della società civile sarebbe un'illusione.
Altro articolo atto a screditare Berlusconi (sempre della stessa edizione) è quello firmato Gian Antonio Stella. In tale articolo si evidenzia come i sondaggi riportati dal premier riguardo la rimonta del centrodestra non siano altro che notizie poco attendibili e che anche in questo caso il cavaliere sia ossessionato dall'incubo dei comunisti.
Ancora, possiamo citare l'articolo di Maurizio Caprara, che addirittura ci fa una bella rassegna stampa dall'estero! Come se tutti i giornalisti del mondo siano antiberlusconiani! Si arriva in maniera indiretta all'insulto e alla delegittimazione.
Viene da chiedersi come mai non vi sia un articolo di Marzio Breda..
Questi sono solo 3 delle chicche che troverete nel Corsera di oggi. Da notare come il Corriere si sia impadronito dei tormentoni del cavaliere per ritorcerglieli contro. Una tecnica comunicativa scontata e che denota inequivocabilmente una strategia tanto cara alla sinistra.
Come avrete notato, Face the Truth conduce questa "operazione" di "smascheramento" della conclamata virata a sinistra del Corriere già da qualche tempo e precisamente dall'inizio della direzione di Paolo Mieli. Quantitativamente gli articoli contro Berlusconi si moltiplicano di giorno in giorno almeno quanto quelli a favore del centrosinistra e di Prodi. Non mi stancherò mai di ripeterlo, a costo di sembrare ossesionante: gli articoli scritti per favorire il centrosinistra si presentano in tutt'altra veste: mirano a creare un'immagine salda, sicura e affidabile riguardo l'Unione. Perfino le castronerie che spara Prodi acquistano il rango di "massime morali", come se tutto ciò che esce dalla sua bocca sia oro colato!
Berlusconi è invece costantemente presentato in veste ridicola, senza alcun credito, ma anzi come una vergogna per il Paese.
E' ora che i lettori si sveglino e comincino a non credere più alla favoletta che vedrebbe il Corriere della Sera come il giornale parziale per eccellenza. Una cosa è certa, il Corriere è ormai sulla buona strada per diventare come La Repubblica. Ha tutte le carte in regola: un direttore di sinistra, giornalisti spocchiosi radical-chic e un editore che sa il fatto suo in quanto a politica.
Ci sarebbe ancora molto da scrivere, ma penso che ogni lettore si possa fare un'opinione sufficientemente precisa leggendosi i 3 articoli menzionati.
Prepariamoci a nuove sorprese dai compagni del Corsera!
Snake
Update:
Tanto per non farci mancare niente, aggiungo l'ennesimo articolo di Gian Antonio Stella pubblicato sul Corsera del 6/2/2005. La cosa buffa è che Stella da del parolaio logorroico e ignorante a Berlusconi, quando non si accorge che il suo articolo è infarcito di ghirigori stilistici e svolazzamenti retorici. A confronto persino i giornalisti di Repubblica sembrano più gentili. Chissà che gli rode a Stella? E' forse la reazione isterica di chi invidia chi ha governato per 5 anni? No, è solo l'ennesima pagina della campagna elettorale portata avanti dal Corsera di Mieli. Una cosa è certa: se dovessi star dietro a tutti gli articoli anti-berlusconiani pubblicati dal Corriere, dovrei aprire un blog ad hoc.
Snake
Oramai sono sotto gli occhi di tutti le vignette satiriche riguardanti Maometto (Muhammad) e l'Islam. Io non sono mai stato contro l'Islam e i Musulmani che rispetto. Sono sempre stato contro i terroristi e gli oscurantisti che in questo frangente non approvano, ma anzi condannano la satira religiosa.
Ebbene, ritengo opportuno e ovvio - poiché vivo per fortuna in uno stato democratico - riprodurre tali vignette, conscio del fatto che riguardo i temi catttolici e cristiani in generale si fa di peggio.
Gli amici musulmani moderati (tra i quali senz'altro è da annoverare come campione Magdi Allam), capiranno e approveranno tale condotta, anche perché - non mi stancherò mai di dirlo - i musulmani moderati costituiscono la stragrande maggioranza.
Per cui ritengo giusto e sensato che tali immagini satiriche vengano diffuse, proprio per far capire, in maniera pacifica e pacata, che si può interloquire con gentilezza, arguzia e ironia.
Prendersi troppo sul serio è dannoso per tutti: una buona risata riappacifica gli animi e corrobora le menti.
Certo, allo stato attuale delle cose, tali vignette possono pure gettare benzina sul fuoco, ma, a mio parere, costituiscono un atto di coraggio e di rottura nei confronti dell'oltranzismo di talune correnti islamiche.
Non dobbiamo aver paura di mostrare il volto della libertà, quale è per esempio la satira.
Non dobbiamo aver paura, insomma, di essere noi stessi, con i nostri ideali e le nostre convinzioni basate sul rispetto e sull'affermazione dell'individualità, nel bene e nel male, checché ne pensino i fondamentalisti.
Ecco, quindi, le vignette incriminate:











Snake
Non amo molto il termine "cerchiobottismo", però nel caso dell'Udeur di Clemente Mastella è proprio il caso di rispolverarlo (se mai sia stato dimenticato). Tralasciando le vicissitudini riguardanti la vecchia alleanza con la Cdl, è sufficiente volgere l'attenzione allo stato attuale delle cose. Già, perché Mastella è un "cerchiobottista" di razza!
Solo qualche mese fa sollevava polveroni perché Prodi aveva accettato l'entrata dei Radicali nell'Unione. Ricordo perfettamente che era ben deciso ad uscire dall'Unione, offrendo solo un appoggio esterno. E quante volte abbiamo sentito la sua frase "o loro o noi". Talvolta disertava perfino le riunioni del centrosinistra.
Ora, a quanto pare è tutto diverso. Come per magia Mastella ha dichiarato che il suo appoggio pieno e incondizionato a Prodi non verrà meno e che anzi tale appoggio risulta cementato dall'antiberlusconismo. In effetti se riflettiamo un attimo è difficile riuscire a vedere un qualche altro comune intento tra Udeur e resto dell'Unione.
In sostanza Mastella, prigioniero del centrosinistra, da un colpo al cerchio e uno alla botte. E' un gioco di rassicurazioni, minacce, dichiarazioni di fedeltà, ricatti e quant'altro ci sia di paradossale e antitetico.
Ma allora dove vuole andare l'Udeur? Se fossimo capaci di dare una risposta precisa a questo quesito non staremmo certo qui a discettare su tale tema.
Certo è che la convivenza dell'Udeur nell'Unione è assai problematica. I suoi margini d'azione sono forzatamente ristretti, dato che un ulteriore scivolamento a sinistra snaturerebbe il già snaturato partito. E sarà ancora più difficile la convivenza nel caso il centrosinistra vinca le elezioni. Mi riferisco cioè alle difficoltà di incidere profondamente sull'agenda politica. Per esempio, non c'è alcun margine d'accordo tra i progetti della Rosa nel pugno e l'Udeur e l'incompatibilità è notevole anche con la sinistra radicale. Un futuro senz'altro incerto e francamente poco "radioso".
Mastella parla spesso del suo grande sogno: la ricostituzione di un "centro", come alternativa alla destra e alla sinistra. Ma come si può pensare a un centro (Dio ce ne scampi!) se poi si corre dietro ai vari Bertinotti e Diliberto di turno?
Prepariamoci allora a nuovi e sensazionali dimostrazioni di "cerchiobottismo" da parte dell'Udeur: un bel colpo al cerchio per salvare la faccia e un bel colpo alla botte per restare a galla.
Snake