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La tentazione, per chi si riconosce nel centrodestra, è quella di offrire appoggio incondizionato ad Andreotti come presidente del senato. In effetti sarebbe una bella soddisfazione per la Cdl riuscire ad imporre un personaggio di tale caratura politica. Tuttavia, se analizziamo la situazione in maniera disincantata e con gli occhi del politico, realizziamo che l'elezione di Franco Marini recherebbe con sé maggiori vantaggi, soprattutto per come si stanno svolgendo le cose.
Innanzitutto è un bene che il centrosinistra non sia riuscito a eleggere il proprio candidato nei primi scrutini. Questo infatti dimostra agli occhi degli elettori, quanto sia flebile la loro maggioranza e quanto sia altresì esposta al tiro dei franchi tiratori.
L'Unione in questi giorni ha sempre proclamato con toni trionfalistici la propria solidità e forza, mentre ora è smentita dai fatti. Prodi dal canto suo ha dichiarato a suo tempo che vi erano i numeri per governare. Un'illusione che non ha tardato a svanire.
Torniamo comunque a Marini. Una sua elezione presenta l'indubbio vantaggio di sottrarre un votante al centrosinistra. E' infatti prassi consolidata la consueta astensione dalle votazioni del presidente dell'assemblea. In tal modo l'Unione avrebbe virtualmente un senatore in meno, che nella pratica si traduce in maggiori e gravi difficoltà nel far passare le leggi già approvate alla camera dei deputati. Per fortuna il centrodestra sta risvegliandosi dal "sogno" di poter collaborare e di tendere la mano alla sinistra. E' giusto che sia così, poiché, a seguito dei ripetuti segnali di collaborazione lanciati dallo stesso Berlusconi (collaborazione che non significa affatto grossa coalizione), la sinistra ha opposto la sua consueta ottusità.
Svanita quindi la possibilità di una qualche collaborazione tra i due poli, che se non altro avrebbe potuto evitare il collasso immediato del nuovo esecutivo, la sinistra è destinata a navigare in cattive acque. Se questo è l'inizio, figuriamoci come potrà essere il seguito! Ben venga, dunque, l'elezione di Franco Marini al senato, magari all'ultima tornata di voto in modo da amplificare la sensazione di precarietà già di per sé grave di questo costituente esecutivo.
Snake
Nel precedente post avevo previsto ciò che in effetti è successo ieri in occasione delle manifestazioni per il 25 aprile. Si sono infatti puntualmente presentati all'appello i soliti facinorosi di sinistra che come sempre non si sono smentiti.
Ieri si è arrivati a livelli vergognosi per un paese che si definisce democratico come l'Italia. Abbiamo visto questi fascisti di sinistra insultare il ministro Moratti, con parole ingiuriose e volgarissime. Abbiamo anche visto che gli stessi fascisti si sono accaniti contro il padre della Moratti, ex partigiano pluridecorato ed ex deportato nei campi di sterminio. E, dulcis in fundo, abbiamo assistito alle bandiere israeliane bruciate in piazza. Episodi gravissimi, dunque, che non meritano alcuna attenuante.
Del resto non ci piacciono neppure le scuse a scoppio ritardato e le lecrime di coccodrillo di Prodi e company, che, di fronte al fatto compiuto, si cospargono il capo di cenere. Ci facciano il piacere! Sono forse credibili le scuse e le condanne di una coalizione che candida tra le sue fila persone come Caruso? Persone che si professano alfieri dell'antifascismo e antinazismo e che poi sputano in faccia a partigiani e ebrei.
Oggi più che ieri posso dire che non mi riconosco in questa manifestazione del 25 aprile, come mai riterrò credibile e valido il costituendo governo Prodi. Gente del genere non può portare alcunché di positivo all'Italia. Gente che utilizza il 25 aprile come pretesto per attaccare Berlusconi e celebrare la liberazione dell'Italia dal suo governo.
Prodi e i suoi compagni continuano a lanciare appelli all'unità nazionale e incitano a stemperare il clima di divisione nazionale. Come sempre predicano bene e razzolano male, dal momento che sono proprio loro a fomentare queste contraddizioni. Si sono rivelati, insomma, per quello che sono e gli Italiani stanno avendo modo di capirlo ancor prima che entrino ufficialmente in azione. Chissà cosa ci riserverà il futuro, ammesso che duri così a lungo o si dissolva come neve al sole.
Intanto si spera che episodi come quelli di ieri non abbiano a ripetersi, altrimenti potremo davvero dire che viviamo in una democrazia malata. E non è un bel dire.
Snake
Come ogni anno giunge la ricorrenza del 25 aprile e le relative polemiche. Una festa, quella della liberazione dal nazifascismo, che dovrebbe essere appannaggio di tutto il popolo italiano. Diciamo “dovrebbe”, perché ormai, col passare del tempo, si è trasformata nella festa della sinistra. Come se l’Italia fosse stata liberata solamente grazie al supporto dei partigiani comunisti e socialisti. Prima però di sviluppare adeguatamente questo punto, che forse appartiene più al dibattito storiografico che alla stretta attualità, è bene riflettere sugli venti odierni. Torneremo comunque sul tema nelle battute finali del post.
Possiamo notare nitidamente che oggi, più che ieri, stiamo assistendo ad un’orrenda commedia montata ad arte dalla sinistra, sotto la direzione fittizia di Romano Prodi. Il Professore sta utilizzando il 25 aprile come strumento di propaganda contro il referendum costituzionale approvato dalla Casa delle libertà. Proprio lui che lancia appelli all’unità del paese e accusa
Oggi vedremo la solita scena: una fiumana di persone che sbandierano vessilli rossi, possibilmente con la falce e il martello. Proprio un bello spettacolo, non c’è che dire!
E ovviamente assisteremo (si fa per dire, io non lo farò di certo..) ai soliti comizi dei compagni di sinistra, a esaltare quanto siano stati eroici i partigiani rossi, senza una parola per gli altri.
Già gli altri. Mica bruscolini. Gli altri, cari amici, sono i partigiani democristiani, azionisti, liberali ecc. Gli altri sono anche e soprattutto i migliaia di soldati americani che sono venuti a morire nella nostra penisola al fine di liberarla dall’oppressione del regime nazifascista.
Perché i nostri sedicenti paladini della libertà e della Costituzione non ne fanno menzione?
Non voglio certamente disconoscere il ruolo fondamentale dei partigiani e della resistenza, di qualsivoglia colore. Voglio solamente attribuire il giusto peso a delle verità storiche che la storiografia marxista, dominante da molti lustri nel nostro sistema d’istruzione di ogni ordine e grado, continua a mistificare e a distorcere.
Io ammiro il popolo americano per ciò che ha fatto per noi e provo vergogna di come venga oggi festeggiato il 25 aprile. Questa non è la mia festa, è la festa di una piccola parte che si è attribuita da sé il monopolio della memoria e del protagonismo storico. Che festeggino, dunque, lanciando i loro strali contro Berlusconi e inneggiando a una nuova resistenza.
Snake
Update:
Interessante lo speciale di Ideazione sul 25 aprile, che ringrazio per avermi inserito tra i post dedicati al tema.
Snake
Sicuramente non sarà sfuggito ai più la ieratica tranquilità che sprizza Romano Prodi in questi giorni da tutti i pori. Il Professore continua a vedere un mondo fantastico, rosa, di pace perpetua kantiana che trapelerebbe dalla sua coalizione. Che bello! Sembra quasi una visione onirica, fatata! Stando alle sue parole nell'Unione non vi sarebbero divisioni, ma regnerebbe l'armonia.
Al di là di ogni ironia, non sembra a portata di mano una facile soluzione. Abbiamo visto tutti i contrasti che vi sono stati tra i Ds e Rifondazione e ora abbiamo ben chiaro a che gioco sta giocando Mastella, che minaccia di usare metodi Bertinottiani. Anche se Mastella, negli ultimi 5 anni, si è dimostrato il classico "can che abbaia", senza mordere. Ma la situazione è ancora più grave se si pensa alla risicata maggioranza del centrosinistra al senato, che potrebbe paralizzare l'attività legislativa.
D'altronde il Mortadella va avanti. Dice che i numeri per governare ci sono. O forse è lui che da i numeri. Fatto sta che i partiti della sua coalizione si sbranano a vicenda per conquistare qualche poltrona. Come D'Alema, che pur avendo rinunciato alla presidenza della camera, mira senz'altro più in alto. E poi Fassino non ha per niente gradito la mossa del Baffetto.
Vi sono tante questioni controverse: politica estera, mercato del lavoro, diritti civili e sociali e chi più ne ha più ne metta. Le gatte da pelare per il Prof sono appena iniziate e staremo a vedere quali risultati riuscirà ad ottenere.
Lasciamo dunque sognare Prodi, così teneramente adagiato su questa coltre di ipocrisia.
Tanto si sa: prima o poi i sogni si dissolvono.
Snake
C’era da aspettarselo ed era solo questione di tempo. L’Unione, a dispetto del nome ha cominciato a spaccarsi. Questa volta l’oggetto del desiderio è l’ambita e prestigiosa poltrona di Presidente della Camera, che vedrebbe contrapporsi Ds e Prc.
Fausto Bertinotti è stato molto chiaro: nessuna trattativa in merito e nessuna carica ministeriale compensativa: la poltrona spetterebbe a lui e solo a lui. La replica di Luciano Violante è di stampo meramente quantitativo: essendo infatti i Ds il partito più votato nell’Unione, avrebbe il diritto alla presidenza della Camera.
Frizioni e veleni quindi, che neppure il leader Prodi sembra capace di dissipare. Il silenzio del Professore del resto è eloquente, pare quasi che voglia lasciare i suoi alleati al loro destino e cioè a spartirsi la preda: il potere e le sue attribuzioni.
Non è certo uno spettacolo rassicurante per coloro che hanno votato per il centrosinistra, che, per rispetto alla loro volontà, avrebbero per lo meno il diritto ad avere un minimo di stabilità e coesione politica.
Si capisce quindi, ancora una volta, come la concezione della politica per la sinistra non sia altro che incentrata sul monopolio del potere e non come servizio per i cittadini.
Staremo a vedere per quanto tempo ancora continuerà questo squallido balletto.
Snake

Face the Truth si ferma per alcuni giorni in concomitanza delle festività pasquali. Sarà l'occasione per riorganizzare le idee dopo questa estenuante tornata elettorale.
La riapertura di questo blog è prevista per mercoledì 19 aprile, con nuove notizie e riflessioni di attualità.
Cogliamo l'occasione per ringraziare i lettori che ci hanno accompagnato in questi mesi e per augurare a tutti una felicissima e serena Pasqua.
Snake & Spider
Passato, in verità non del tutto, il marasma elettorale, almeno quello più immediato e viscerale, è tempo di fare mente locale in quanto a strategie e piani d'azione per il centrodestra. Quale migliore occasione per non pensare al partito unico? Il ruolo di opposizione che sarà destinata a coprire la Cdl servirà senz'altro a serrare i ranghi attorno a Berlusconi e a legittimare ancor di più la sua leadership, forte di un vastissimo consenso elettorale (ricordiamo che Forza Italia si è confermato come partito più votato).
E' giunto quindi il momento di costruire un'unica entità partitica, una sorta di molosso da scagliare contro il centrosinistra. Certamente le incognite sono tante. Prima fra tutte quella della Lega, a quanto pare piuttosto restia a fondersi con i suoi alleati. E' evidente che la Lega teme di perdere la sua identità, colorita e originale, meno addomesticabile alla politica convenzionale. Ma d'altronde in questi ultimi cinque anni il partito di Bossi è maturato molto, a parte alcune isolate eccezioni. Senza contare che possono fare affidamento a loro volta su antipolitico con la A maiuscola come Berlusconi, che ha tenuto fede alle sue promesse in tema di federalismo.
Ed è proprio il premier il motore del cambiamento. Ha dimostrato di saper tenere in mano la situazione e di saper mediare tra le varie anime del centrodestra, talvolta in maniera secca e decisa, talaltra con più sensibilità e tatto. D'altronde An e Udc non sembrano avere ulteriori remore nell'accettare questo ambizioso progetto.
Quali sarebbero dunque i vataggi di un partito unico? Indubbiamente non scomparirebbero le fazioni e le correnti, ma esso sarebbe un vero faro per il popolo di centrodestra. Si presenterebbe compatto alle elezioni e soprattutto in caso di vittoria, assicurerebbe stabilità e durata di governo, in maniera nettamente superiore di quanto ha dimostrato nel quinquennio appena trascorso.
Certamente l'infausta legge proporzionale, che non mi stancherò mai di condannare, non giocherebbe a favore di questo progetto. Però non dobbiamo scordarci che il centrosinistra si è riproposto di reintrodurre il maggioritario, il che giocherebbe a favore del partito unico del centrodestra e certamente contro i numerosi partiti che compongono il centrosinistra. Se infatti esiste una componente politica che ne uscirebbe con le ossa rotte, quella è proprio il centrosinistra, divisa su tutto.
Tornando con la mente alla Lega, mi sovviene un'ulteriore considerazione. Ammettendo che non abbia intenzione di fondersi nel partito unico del centrodestra, potrebbe comunque formare un cartello elettorale con quest'ultimo, anche se ciò sarebbe evidentemente più rischioso, sempreché le correnti del partito unico non si dimostrino maggiormente litigiose della Lega stessa. Ma francamente non crediamo che si ripeta la storia della vecchia Dc e delle sue correnti, che furono tutt'altra cosa. Ma questa è un'altra storia.
Insomma, è necessario rimboccarsi le maniche, poiché certamente il governo Prodi avrà vita breve. Solo il futuro ci dirà se sarà possibile realizzare il grande partito unico del centrodestra.
Snake
I risultati definitivi di questa tornata elettorale mostrano, seppur in maniera assai striminzita, un vantaggio del centrosinistra in termini di seggi, sia alla camera che al senato. Sarebbe certamente più serio ripetere le elezioni, ma per ora ci accontentiamo del riconteggio scrupoloso e della verifica dei 500000 voti annullati, che potrebbero davvero fare la differenza.
Ma al di là di queste considerazioni dettate dalla prudenza e dalla delicatezza della situazione, occorre per lo meno ammettere che dal punto di vista legale, l'Unione ha il diritto di formare il nuovo governo. Anzi, ce lo auguriamo: solo così potranno mostrare all'Italia e alla parte degli elettori che li hanno votati, la loro inettitudine a reggere le sorti del Paese.
Che Prodi vari pure il nuovo esecutivo: francamente non vediamo l'ora di osservare la loro disfatta. Come pensano di legiferare anche solamente in ordinaria amministrazione? Basta che qualche senatore si ammali ed ecco che la maggioranza può saltare. L'Unione è talmente accecata dalla sete di potere da non vedere in che impasse rischia di impantanarsi. Per loro non ha importanza la stabilità e la coerenza di governo, per loro contano solo gli scranni da spartire dopo l'orrido pasto delle elezioni.
Già mi immagino le profonde dissonanze - per usare un eufemismo - su un eventuale voto su temi come pacs e legge Biagi. Ma queste cose, costituirebbero la straordinaria amministrazione: come dicevo poc'anzi, sarà persino difficile affrontare i problemi di tutti i giorni.
Dopo questa vittoria dimezzata, i veri vincitori sono i partiti del centrodestra, che possono ora ricontare su un ritrovato e agguerrito Berlusconi, ma soprattutto sulla certezza che mezza Italia è dalla loro parte e non si riconosce nella coalizione di centrosinistra. E' inutile che Prodi, col suo disgustoso buonismo, voglia far credere di riappacificare e unire l'Italia: un centrodestra come quello italiano si rifiuta di venire a patti con cattocomunisti, comunisti, post-comunisti e verdi.
Dunque Prodi ha formalmente carta bianca. Ma sul foglio del suo governo non potrà commettere errori e sbavature, pena la sua rovinosa caduta, dal momento che è sempre sull'orlo del precipizio.
Certamente il professore non è uomo di parola: aveva dichiarato che in caso di pareggio avrebbe lasciato la politica e invece eccolo gongolante a festeggiare la mezza vittoria.
Buon lavoro al nuovo esecutivo, ammesso che si possa definire tale.
Snake
Il risultato di queste elezioni si è dimostrato assolutamente incerto. Come sappiamo, è in gioco la governabilità del Paese. Al senato il centrodestra batte il centrosinistra con uno scarto dell'1,25%, mentre alla camera l'Unione "vince" per l'insignificante cifra dello 0,07%: sì, avete capite bene anche stavolta, dello 0,07! L'utile idiota Romano Prodi si è addirittura autoproclamato vincitore, senza alcun pudore o senso del ridicolo.
In realtà Prodi non vuole vedere la realtà e trarre le dovute conseguenze dall'esito delle urne. In primo luogo, è pacifico che gli exit poll sono una bidonata. In secondo luogo non vi è stato quel grande plebiscito contro Berlusconi che auspicava la sinistra. In terzo luogo il vincitore morale è senza dubbio Berlusconi.
Ma che farebbe Prodi se andasse al governo con questo risultato? Ben poco. Infatti, c'è la possibilità che tutte le leggi approvate con una maggioranza risicatissima alla camera, possano essere bocciate al senato dal centrodestra.
E' quindi palese la certezza dell'ingovernabilità. Non è neppure possibile formare grosse coalizioni bipartisan, che è quanto di più orrido si possa dare alla luce in Italia oggi dal punto di vista politico: vi immaginate una coalizione di governo formata per esempio da Ds e Forza Italia? Vengono i brividi solo a pensarci, anche se per fortuna ciò è impossibile che accada.
Che fare dunque? L'unica soluzione allora, lungi da essere effettivamente risolutiva, sembra quella di un ritorno alle urne. Tale soluzione, se è vero che rinvia il problema, potrebbe però rivelarsi quella giusta, anche se niente può indurci a essere certi che non si ripeta un nuovo pareggio.
Ora è assolutamente necessario che la destra vigili e non molli la presa: non si può prestare credito alle baggianate di Prodi, che a suo dire, ha stravinto.
D'altronde il popolo dell'Unione ha già festeggiato ieri a Roma in piazza SS Apostoli la sua vittoria di Pirro, in una sorta di isterica e grottesca orgia politica. Fanno quasi pena, gli unionisti, così convinti del loro successo. Facevano invece senz'altro ridere le dichiarazioni dei leaders del centrosinistra dopo la diffusione degli exit polls, che parlavano di svolta storica e di fine del berlusconismo!
A questo discorso soccorre pure un'altra considerazione: questa legge elettorale è assolutamente pessima. Ho sempre sostenuto che il proporzionale sarebbe stato inadatto per l'Italia e l'esito di queste elezioni lo ha confermato. L'Italia ha bisogno del maggioritario, poiché il bipolarismo è ormai consolidato, a maggior ragione se si dovesse arrivare al partito unico per entrambi gli schieramenti.
Mancano ancora i sei seggi degli Italiani all'estero: forse saranno questi a costituire il vero discrimine tra chi ha vinto e chi ha perso. In ogni caso per Prodi e per l'Italia la vedo dura.
Snake
La campagna elettorale è ormai agli sgoccioli. Tante cose sono state dette, tanti appelli sono stati rivolti agli elettori, talora in maniera aggressiva, talaltra in maniera più garbata. Questo blog non è stato da meno. Seppur con tono pacato e ragionato, ha sostenuto caldamente la Casa delle libertà. Questo blog ha altresì cercato di confutare, con ragionamenti fondati sui fatti, la visione politica del centrosinistra, troppo spesso basata solo sulla retorica. Face the Truth, nel suo piccolo, ha cercato di contribuire all'analisi e alla critica politica, vista ovviamente da una concezione di parte, nell'immenso universo del web e in quello più delimitato dei blogs.
Ormai ben poco resta da dire, poiché bene o male tutti ci siamo fatti un'idea su chi votare. Mi preme però di rivolgere un ultimo appello, che va al di là di qualsiasi schieramento politico: andate a votare! Se ciò dovrebbe essere scontato per quella parte dell'elettorato maggiormente politicizzata, ciò non è sicuro per chi, a ragione o a torto si disinteressa della politica. E' vero, il bel tempo inviterebbe a passare una giornata all'aria aperta, ma dobbiamo sforzarci di pensare al futuro del nostro Paese. Il voto, lo ricordiamo per l'ennesima volta, pur non essendo un obbligo, è un dovere civico e come tale siamo tenuti a partecipare alla vita democratica del nostro Paese.
Non ci facciamo illusioni sulla vittoria del centrodestra, ma non diamo neppure per scontata quella del centrosinistra.
Ci auguriamo comunque che le nostre sensazioni vengano smentite da una vittoria a sorpresa della Cdl.
Detto questo, Face the Truth si fermerà a partire da oggi per avere modo di seguire da vicino gli ultimi sviluppi di questa tornata elettorale. Vi diamo appuntamento a martedì, quando finalmente sapremo chi verrà designato a reggere le sorti dell'Italia.
Votate gente! Possibilmente Casa delle libertà!
Snake