Vedere la realtà. Affrontare gli avvenimenti del nostro tempo e osservare il mondo a 360°.

"Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza."
2twins
Ansa
Buroggu
Camillo
Cicatrici di pace
Corriere della Sera
Donne Iraniane
Forum di Magdi Allam
Free Thoughts
Freedomland
Il blog di Irma
Il Foglio
Il Giornale
Le guerre civili
Liberali per Israele
Libero
Lilit
Lisistrata
Mario Sechi
Massimo Teodori
NeOquidnimis
Phastidio.net
Sorvegliato Speciale
The Right Nation
Tocqueville
Watergate
Wellington
visitato *loading* volte
L'Unione di Prodi, si sa, ha realizzato un programma di ben 250 pagine. Un bel malloppo non c'è che dire. Tuttavia è lecito chiedersi quali siano i contenuti concreti di tale programma. Già, perché è facile produrre pagine e pagine in un carattere interlocutorio e generico, più difficile è invece venire al dunque e proporre opzioni concrete e puntuali agli elettori.
E' sufficiente prendere come esempio la questione - importantissima - delle grandi opere di pubblica utilità, così necessarie allo sviluppo del Paese e, nello specifico, la realizzazione della Tav. Quello a cui stiamo assistendo è quasi grottesco: da un lato abbiamo la sinistra estrema (Bertinotti & Co.) che sbraitano contro tale progetto, dall'altra ci sono i moderati, tra i quali Rutelli e il suo partito che appoggiano la Tav. E in mezzo, ovviamente, lui, il Professore, che veste i panni del "duro" leader della coalizione. Prodi è deciso nel sostenere l'importanza della Tav, ma allora perché non è menzionata nel programma?
Semplicemente perché non garba alla sinistra estrema che può imporre i suoi diktat. Nel programma vi è solo un generico e, in quanto tale, poco credibile riferimento alle grandi opere (non si sa quali), senza alcuna spiegazione.
Ma allora a cosa serve un programma generico? A dire tutto e niente: le affermazioni generali non piacciono a nessuno e tantomeno all'elettorato di sinistra. Ma d'altronde l'Unione non potrà mai avere un programma sintetico, concreto e delineato come quello che si accinge a varare la Cdl in 10 punti: il centrosinistra è una coalizione appiccicata con lo sputo e ciò è confermato dal programma: se fosse una formazione unita e compatta avrebbe avuto le idee chiare e avrebbe proposto temi specifici con posizioni nette. Le affermazioni generali del loro programma hanno lo scopo di accontentare tutti e così sono annacquate.
Altro tema scottante dell'agenda politica è quello riguardante le truppe in Iraq. Qui siamo addirittura al paradosso: Prodi afferma, in riferimento al programma, che il centrosinistra attuerà il ritiro immediato delle truppe, ma secondo un calendario concordato con le autorità irachene in maniera graduale. Come? Sì, avete capito bene: ritiro immediato, ma allo stesso tempo graduale! A parole, Prodi salva capra e cavolo: da un lato, parlando di ritiro immediato, pare stare al gioco della sinistra estrema in stile Zapatero, dall'altro sembra rimanere nel solco della politica estera tracciato dal centrodestra.
Questa politica così nebulosa e farraginosa non paga in termini di preferenze elettorali: lo dimostra il recupero del centrodestra ed è auspicabile che proprio gli elettori indecisi optino per qualcosa di chiaro e sicuro come il programma della Cdl.
Tutte le polemiche lanciate dal centrosinistra durante questo periodo sono solo atte a nascondere il loro fallimentare programma e a sviare dalla realtà.
C'è da augurarsi che gli Italiani aprano bene gli occhi, per sé stessi e il loro avvenire.
Snake
