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"Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza."
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C’era da aspettarselo ed era solo questione di tempo. L’Unione, a dispetto del nome ha cominciato a spaccarsi. Questa volta l’oggetto del desiderio è l’ambita e prestigiosa poltrona di Presidente della Camera, che vedrebbe contrapporsi Ds e Prc.
Fausto Bertinotti è stato molto chiaro: nessuna trattativa in merito e nessuna carica ministeriale compensativa: la poltrona spetterebbe a lui e solo a lui. La replica di Luciano Violante è di stampo meramente quantitativo: essendo infatti i Ds il partito più votato nell’Unione, avrebbe il diritto alla presidenza della Camera.
Frizioni e veleni quindi, che neppure il leader Prodi sembra capace di dissipare. Il silenzio del Professore del resto è eloquente, pare quasi che voglia lasciare i suoi alleati al loro destino e cioè a spartirsi la preda: il potere e le sue attribuzioni.
Non è certo uno spettacolo rassicurante per coloro che hanno votato per il centrosinistra, che, per rispetto alla loro volontà, avrebbero per lo meno il diritto ad avere un minimo di stabilità e coesione politica.
Si capisce quindi, ancora una volta, come la concezione della politica per la sinistra non sia altro che incentrata sul monopolio del potere e non come servizio per i cittadini.
Staremo a vedere per quanto tempo ancora continuerà questo squallido balletto.
Snake
