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Come ogni anno giunge la ricorrenza del 25 aprile e le relative polemiche. Una festa, quella della liberazione dal nazifascismo, che dovrebbe essere appannaggio di tutto il popolo italiano. Diciamo “dovrebbe”, perché ormai, col passare del tempo, si è trasformata nella festa della sinistra. Come se l’Italia fosse stata liberata solamente grazie al supporto dei partigiani comunisti e socialisti. Prima però di sviluppare adeguatamente questo punto, che forse appartiene più al dibattito storiografico che alla stretta attualità, è bene riflettere sugli venti odierni. Torneremo comunque sul tema nelle battute finali del post.
Possiamo notare nitidamente che oggi, più che ieri, stiamo assistendo ad un’orrenda commedia montata ad arte dalla sinistra, sotto la direzione fittizia di Romano Prodi. Il Professore sta utilizzando il 25 aprile come strumento di propaganda contro il referendum costituzionale approvato dalla Casa delle libertà. Proprio lui che lancia appelli all’unità del paese e accusa
Oggi vedremo la solita scena: una fiumana di persone che sbandierano vessilli rossi, possibilmente con la falce e il martello. Proprio un bello spettacolo, non c’è che dire!
E ovviamente assisteremo (si fa per dire, io non lo farò di certo..) ai soliti comizi dei compagni di sinistra, a esaltare quanto siano stati eroici i partigiani rossi, senza una parola per gli altri.
Già gli altri. Mica bruscolini. Gli altri, cari amici, sono i partigiani democristiani, azionisti, liberali ecc. Gli altri sono anche e soprattutto i migliaia di soldati americani che sono venuti a morire nella nostra penisola al fine di liberarla dall’oppressione del regime nazifascista.
Perché i nostri sedicenti paladini della libertà e della Costituzione non ne fanno menzione?
Non voglio certamente disconoscere il ruolo fondamentale dei partigiani e della resistenza, di qualsivoglia colore. Voglio solamente attribuire il giusto peso a delle verità storiche che la storiografia marxista, dominante da molti lustri nel nostro sistema d’istruzione di ogni ordine e grado, continua a mistificare e a distorcere.
Io ammiro il popolo americano per ciò che ha fatto per noi e provo vergogna di come venga oggi festeggiato il 25 aprile. Questa non è la mia festa, è la festa di una piccola parte che si è attribuita da sé il monopolio della memoria e del protagonismo storico. Che festeggino, dunque, lanciando i loro strali contro Berlusconi e inneggiando a una nuova resistenza.
Snake
Update:
Interessante lo speciale di Ideazione sul 25 aprile, che ringrazio per avermi inserito tra i post dedicati al tema.
Snake
