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Come ogni anno è arrivato il primo maggio e con esso la liturgia di sinistra che ha radici antiche. Non è un buon inizio per un mese così bello. Ogni anno spicca per il risalto datogli dai media il concertone in piazza San Giovanni a Roma, rito collettivo di ipocrisia. Sì, perché proprio di un rito ipocrita si tratta, data la discordanza tra ideali proclamati e ideali realemente perseguiti. Non lo sarebbe se non si adducessero motivazioni di principio svincolate dalla realtà, quali appunto sono quelle che attribuiscono un senso attuale a una festa che era funzionale a una certa epoca e società, ma che oggi si dimostra anacronistica. Ipocrita perché sotto quella cappa ideale di cui si diceva poc'anzi, non resta altro che il vuoto di una nuova generazione di sinistra o presunta tale che è convinta della propria autonomia di pensiero e che invece non è altro che il perpetuarsi di una cultura autoreferenziale, quale è quella marxista.
Il concertone ovviamente non è l'unico aspetto della liturgia del primo maggio. E' anche, se vogliamo, un modo per i sindacati per creare un seguito e per essere maggiormente legittimati agli occhi dell'opinione pubblica. Ma l'aspetto più inquietante riguarda la faziosità della manifestazione, che viene presentata come universale, ma che di fatto è una propaggine della sinistra. Come dire: solo chi è di sinistra lavora, pensa, è moralmente superiore, onesto, probo. Ne conseguirebbe che una persona di destra sarebbe naturalmente incompatibile con l'etica del lavoro.
I sindacati fanno ormai il buono e il cattivo tempo, dimostrandosi un intralcio a un moderno mercato del lavoro, peggio ancora se si pensa all'opposizione netta alle riforme del centrodestra e alla legge Biagi, che vorrebbero cassata tout court.
Un primo maggio a senso unico, che ha certamente smarrito la sua essenza e che forse si trascina artificiosamente.
Spiccano, tra l'altro, gli episodi di intolleranza nei confronti di Letizia Moratti e di Rocco Buttiglione, cacciati dalle manifestazioni come bestie rare. E' questa dunque la tolleranza e lo spirito di pace proclamato dalla sinistra e dai sindacati? E' cacciando le persone che non la pensano come loro che sperano di cambiare la società italiana? Episodi come questi, non mi stancherò mai di ribadirlo, non sono degni di una democrazia compiuta. Non è relegando e ingiuriando l'opposizione che si crea un clima di serenità nel Paese. Già, proprio la serenità che ha promesso Prodi. Quest'ultimo, come al solito, dimostra di non avere polso e peggio ancora, alcun controllo sui facinorosi e violenti della sua formazione politica, persone quest'ultime asolutamente idiosincratiche, in maniera viscerale.
Oggi, a differenza di 100 anni fa, il modo migliore per celebrare il primo maggio sarebbe quello di lavorare e di farlo senza polemiche, divisioni politiche e ideologiche, ma con vero spirito di sacrificio ed entusiasmo, pensando soprattutto a ciò che si ha rispetto al passato.
Un'altra manifestazione, dunque, ch divide in due l'Italia, come lo è stata purtroppo quella del 25 aprile.
Snake
