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Alla fine è arrivato anche per questo governo il momento del commiato. Tante considerazioni vengono in mente dopo i cinque anni dell'esecutivo guidato da Berlusconi e certamente un post come questo non basterebbe per riassumerle tutte. Tuttavia basterà scrivere poche righe per esemplificare almeno in parte l'operato del centrodestra.
La prima cosa che viene in mente è la stabilità. Nessun governo dell'età repubblicana è mai stato così saldo e longevo come quello di Silvio Berlusconi. Nonostante le mille dificoltà e alleati talvolta poco docili, il premier è sempre stato in grado di mediare tra le varie parti e i vari interessi. Qualcuno potrebbe obiettare che in realtà non si può parlare di governo di legislatura per via del Berlusconi bis: se ciò è tecnicamente vero, nella sostanza cambia poco e niente.
Ma sono soprattutto le realizzazioni effettivamente conseguite che fanno la differenza con i precedenti governi, quale che sia il giudizio su di esse. Certamente - ed è normale che sia così - alcune scelte (o, a seconda dei punti di vista, tutte) possono essere discutibili, ma ciò non toglie lo spessore dei provvedimenti adottati. Il governo Berlusconi ha fatto tanto e il riconoscimento di ciò, forse, è consegnato ai posteri.
Riforma del mercato del lavoro, politica estera di prestigio, riforma delle pensioni, della giustizia, della scuola, maggiore sicurezza nelle nostre città, aiuti alle famiglie, abbassamento delle tasse e chi più ne ha più ne metta. La sinistra storce il naso a riguardo. Sarà, ma restano comunque fatti, non parole.
Il sottoscritto si sarebbe aspettato un po' di più su alcune questioni: una più drastica riforma della giustizia,maggiore abbassamento delle tasse, abolizione della riforma 3+2 dell'università, un assetto costituzionale semipresidenziale. Ma tant'è. Col senno di poi, mi rendo conto che forse più di così non si poteva fare, perché checché se ne dica, bisogna sempre fare i conti con gli alleati, che giustamente hanno le loro istanze. Alla fin fine gli stessi alleati hanno comunque dimostrato di essere degli ottimi compagni di cammino, cosa che macherà alla sinistra. Ma questo non è il momento di parlare dell'Unione, o, almeno, non è un post adatto ad essa.
Non mi è piaciuta - e questo lo dico con franchezza - la riforma elettorale. Pessima, orrenda, da prima repubblica, che alla fine ha prodotto la fase di stallo attuale. Io sono sempre stato per il maggioritario e il bipolarismo, per cui considero il proporzionale inadatto allo stato attuale delle cose.
Certo è che con la fine del governo Berlusconi si chiude un'epoca (politica). Ed è anche certo che la sua opera ha lasciato un segno indelebile nella storia del nostro paese.
Soprattutto, del Cavaliere, ci mancherà la sua abilità politica, il suo stile, la sua empatia. Ci mancheranno anche le sue gaffes e le sue battute. Ma al di là di queste notazioni tra il serio e il faceto, ci mancherà un governo di centrodestra liberale, riformista, garante dei diritti dell'individuo e nemico di ogni statalismo.
Soparttutto ci mancherà un presidente del consiglio vero, come lo è stato Berlusconi in questi cinque anni.
Grazie Silvio.
Snake
