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venerdì, 05 maggio 2006
Un'altra tragedia per il nostro Paese

  I due alpini morti a Kabul: da sinistra Manuel Fiorito e Luca Polsinelli (Emmevì)Purtroppo anche oggi le notizie che arrivano dai luoghi nei quali le nostre truppe sono in missione di pace non sono buone, anzi sono tragiche. Infatti due nostri soldati hanno perso la vita in un attentato verificatosi a Kabul in Afghanistan. Le vittime sono il tenente Manuel Fiorito e il maresciallo Luca Polsinelli. Non si può che immaginare il dolore delle loro famiglie, alle quali tutti dobbiamo stringerci. Ma forse non è il caso di fare della retorica, anche se con sincerità e partecipazione di chi scrive.
Si possono tuttavia trarre considerazioni e soprattutto auspici. In particolare ci auguriamo che non si crei, come al solito, nella sinistra, il solito clima ipocrita, per il quale ufficilamente ci si stringe al dolore, ma, voltato l'angolo, si comincia  a criticare la missione del nostro esercito, che, lo ribadiamo, è di pace.
I nostri ragazzi hanno perso la vita per garantire un futuro a quelle popolazioni, certamente non per assassinarle. E ciò lo vediamo dalle loro realizzazioni, come infrastrutture, assistenza alimentare e medica e tante altre piccole e grandi cose che i nostri media si guardano bene dal mostrare, prediligendo la spettacolarità faziosa a un'informazione che informi veramente.
Spero anche che non vi siano più cortei di balordi e facinorosi (e sappiamo tutti chi sono) inneggianti alle 10, 100, 1000 Nassirya (mi viene il voltastomaco solo a riportare queste ignobili parole), sempre che non si trasformi in 10, 100, 1000 Kabul. Certo è che la congiuntura, sotto questo aspetto è piuttosto insolita e strana. Non intendo insinuare nulla, ognuno è abbastanza grande da farsi un'idea, ma francamente, negli ultimi tempi, quando vi sono tali cortei, accade in maniera puntuale una di queste tragedie. Per carità, sicuramente sarà il caso, ma suona un po' "sinistro".
Mi auguro altresì che non si parli nemmeno di mercenari. A ben vedere mercenario è chiunque faccia un lavoro dietro compenso. Allora siamo tutti mercenari. Ma il punto non è chiaramente il significato semantico del termine, quanto la connotazione negativa e a senso unico che ne danno le sinistre.
Sinceramente non abbiamo bisogno né di lacrime di coccodrillo, né tantomeno di critiche al governo uscente e alle sue scelte politiche.
Ora è il momento del dolore e del raccoglimento e soprattutto di dimostrare che c'è ancora una parte d'Italia che ama la sua patria e rispetta le proprie forze armate.
Grazie ragazzi, il vostro sacrificio non è stato e né sarà vano.

Snake

Postato da: facethetruth a 18:07 | link | commenti


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